{"id":14816,"date":"2018-06-03T14:44:25","date_gmt":"2018-06-03T11:44:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.karama.org\/2018\/06\/03\/impressioni-sul-campo-aida\/"},"modified":"2023-01-03T23:47:13","modified_gmt":"2023-01-03T21:47:13","slug":"impressioni-sul-campo-aida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.karama.org\/it\/2018\/06\/03\/impressioni-sul-campo-aida\/","title":{"rendered":"Impressioni sul campo Aida"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14540\" srcset=\"https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-250x188.jpg 250w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-550x413.jpg 550w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-800x600.jpg 800w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-240x180.jpg 240w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.karama.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20181127_133732-667x500.jpg 667w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono stata ad Aida due volte, l&#8217;ultima nel tardo pomeriggio della scorsa settimana e la prima due settimane prima. La mia prima esperienza ad Aida \u00e8 avvenuta all&#8217;inizio della giornata ed \u00e8 stata molto lunga. Mi ha offerto informazioni pi\u00f9 dettagliate sulla storia del campo e sui suoi punti di riferimento. Abbiamo visto le strutture tipiche del campo, in cemento economico con facciate grezze spesso segnate da proiettili. Ci sono state indicate le aree recentemente riparate o danneggiate e ci sono state raccontate le loro storie. Quando si entra ad Aida, la politica israeliana, e probabilmente il modus operandi per tutti i campi profughi, \u00e8 quella di evitare di percorrere le piccole strade e i vicoli serpeggianti. Piuttosto, grazie a cariche di esplosivo, spesso sono scavati tunnel attraverso gli edifici e le case, creando i propri percorsi attraverso la folla di strutture. Mi \u00e8 venuto in mente che non \u00e8 molto diverso dalla loro politica di avere strade per soli israeliani, in continua espansione attraverso la Cisgiordania.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra guida ci ha raccontato della sua corsa quotidiana verso casa attraverso un&#8217;area del campo esposta ai cecchini israeliani quando il campo era sotto assedio durante la Seconda Intifada e di come l&#8217;ondata di paura e adrenalina non sia mai diminuita durante la crisi. Il senso di sollievo che provava camminando per i vicoli inesplorati lasciava il posto al terrore di quando si avvicinava a casa, e le sue emozioni erano quasi palpabili mentre le riviveva per noi. Mi sono chiesta come facesse a raccontarlo cos\u00ec tante volte a visitatori come noi. Mi sono chiesto se l&#8217;esperienza gli avesse fatto prendere in considerazione l&#8217;idea di spostarsi ulteriormente nelle zone interne e disordinate del campo e quanti prodotti alimentari avesse fatto cadere mentre cercava di zigzagare a rotta di collo sui marciapiedi disarticolati.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita era rovinosa e difficile da immaginare sotto la legge marziale imposta della Seconda Intifada, ma questo era prima del Muro. Ora il Muro di separazione corre lungo un intero lato del campo, mai a meno di qualche decina di metri dalla linea pi\u00f9 esterna delle case e stacca completamente l&#8217;uliveto che serviva al campo come una delle poche fonti di reddito e di svago locali. Ogni paio di metri c&#8217;\u00e8 una torre di guardia, e in verit\u00e0 ce n\u2019\u00e8 solo una manciata lungo il tratto di cemento armato sottile che divide Aida, ma queste torri perdono qualcosa vissute solo attraverso le parole stampate. Sembrano medievali, il tipo di immagine che non si trova nei libri di storia, ma nei set cinematografici, grintosi e sporchi. Nel ventunesimo secolo, mi si potrebbe perdonare se mi aspettassi qualcosa di elegante, altamente tecnologico, magari con una finitura cromata scintillante. Questo \u00e8 il futuro che ho atteso con tanta speranza per cos\u00ec tante cose che, a posteriori, sembrano infantili. L&#8217;esplorazione spaziale, la cura delle malattie, la solidariet\u00e0 culturale internazionale erano le cose che mi aspettavo di pi\u00f9 da bambino. Non ho mai dato molta importanza alle occupazioni militari o ai muri di sicurezza, ma almeno potevano sembrare esteticamente gradevoli e sterili. In realt\u00e0, sono siringhe sporche che spuntano dal terreno, macchiate e sporche.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detriti, spazzatura e rifiuti, sempre presenti in Palestina sul lato invisibile dei muri, fiancheggiano la strada tra la vita e il muro. I residenti preferirebbero vedere un muro di rifiuti piuttosto che le torri o il muro con i suoi deprimenti e impotenti graffiti, ma ci vorranno ancora molti anni di rifiuti per accumularne abbastanza da eclissare gli 8 metri di quello che \u00e8 un orizzonte enormemente ridotto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia seconda esperienza ad Aida \u00e8 avvenuta proprio mentre il sole stava tramontando. La vista del minareto del campo accanto a una luna crescente in un cielo blu e arancione senza nuvole era semplicemente fuori luogo con la sua bellezza in questa squallida baraccopoli. Le moschee sono sempre le strutture pi\u00f9 belle a Deheishe o ad Aida. Sono l&#8217;antitesi delle torri di sicurezza. I minareti sono strutture arcaiche, addirittura pre-medievali, eppure sono puliti, geometrici, ordinati, e nel campo di Aida il minareto si contrappone alle torri di guardia in inferiorit\u00e0 numerica ma raffinate di fronte alla marmaglia. Dal tetto su cui ci trovavamo, non si potevano vedere insieme. In realt\u00e0, da quel tetto si pu\u00f2 godere di una delle viste pi\u00f9 belle dell&#8217;agglomerato urbano di Betlemme, in particolare con il minareto piastrellato in primo piano. Per vedere il Muro tatuato, l&#8217;uliveto perduto e gli insediamenti israeliani in espansione, bisogna voltare le spalle sia al minareto che a Betlemme. \u00c8 una visione oscura di giorno, e lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 di notte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stata ad Aida due volte, l&#8217;ultima nel tardo pomeriggio della scorsa settimana e la prima due settimane prima. La mia prima esperienza ad Aida \u00e8 avvenuta all&#8217;inizio della giornata ed \u00e8 stata molto lunga. Mi ha offerto informazioni pi\u00f9 dettagliate sulla storia del campo e sui suoi punti di riferimento. 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